C’è una importante novità nel campo del tumore della prostata ed è stata presentate recentemente al congresso Esmo di Madrid. Sono i nuovi e importanti risultati relativi alla cura con abiraterone acetato e prednisone, in combinazione con la terapia di deprivazione androgenica (Adt), sanciti dallo studio clinico di fase 3 Latitude.

Questa cura ritarda l’aumento dell’intensità del dolore e della fatigue, e l’interferenza di questi con le attività quotidiane, con un significativo miglioramento della qualità di vita (Hrqol), che include parametri quali lo stato di benessere fisico e psicologico.
In sostanza con questo trattamento, rispetto alla sola Adt, è stato registrato un miglioramento clinicamente rilevante e statisticamente significativo nei parametri di qualità di vita autovalutati dai pazienti (“patient reported outcomes”, PRO) in pazienti con carcinoma prostatico metastatico, di nuova diagnosi, ormono-sensibile, ad alto rischio. Attualmente abiraterone acetato in combinazione con prednisone, oppure prednisolone, è indicato per il trattamento del cancro alla prostata metastatico resistente alla castrazione, in uomini asintomatici oppure lievemente sintomatici, in caso di fallimento del trattamento con ADT, o in uomini sintomatici in cui la malattia è progredita durante oppure dopo un ciclo di chemioterapia con docetaxel. I risultati dimostrano anche un significativo miglioramento della qualità di vita (Hrqol), che include parametri quali lo stato di benessere fisico e psicologico, rispetto alla terapia con Adt e placebo. Inoltre, insieme ai benefici in termini di sopravvivenza e di progressione della malattia, i nuovi dati dello studio Latitude, suggeriscono che abiraterone acetato e prednisone, in combinazione con la terapia di deprivazione androgenica, possano essere un’opzione efficace di trattamento nei pazienti con una malattia metastatica all’esordio.
Oggi abbiamo quindi la possibilità di modificare radicalmente la pratica clinica nel trattamento del carcinoma prostatico ormono-sensibile metastatico di nuova diagnosi ad alto rischio. Gli obiettivi di efficacia e tollerabilità che rappresentano gli end points fondamentali di noi oncologi ma soprattutto dei nostri pazienti sono stati raggiunti, e mi auguro che gli enti regolatori ci consentano quanto prima di poter utilizzare Abiraterone Acetato e Prednisone nella nuova indicazione.

L’aggiornamento degli studi su pazienti gravi
Nel corso di Esmo è stato presentato anche un confronto indiretto tra abiraterone e docetaxel per il trattamento di pazienti ormoni sensibili. Si tratta di una review che esamina i dati di Latitude e di altri studi, i cui risultati suggeriscono che, nel caso di pazienti ad alto rischio o ad alto volume (secondo la definizione utilizzata nello studio CHAARTED, cioè riferita a pazienti che hanno più di 4 metastasi ossee di cui almeno 1 al di fuori della pelvi), abiraterone e prednisone con ADT rispetto alla terapia con ADT e docetaxel, comportino una maggiore riduzione del rischio di progressione del tumore e di morte.
Oltre ai benefici di abiraterone acetato e prednisone dimostrati nella malattia ormono-sensibile, ulteriori risultati presentati a Esmo supportano l’utilizzo di questa terapia nella sua attuale indicazione (tumore della prostata metastatico resistente alla castrazione). I dati preliminari dello studio osservazionale Aquarius, in cui sono stati raccolti I patient reported outcomes relativi a qualità di vita, stato cognitivo, fatigue e dolore, suggeriscono risultati migliori nei pazienti che hanno ricevuto una terapia con abiraterone acetato e prednisone, rispetto ai pazienti trattati con enzalutamide, nel corso dei primi tre mesi dall’inizio del trattamento.

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